questo post di nettarefrizzante sulle tecniche di approccio ha vanificato il faticoso processo di rimozione grazie al quale la blogger aveva relegato in un angolo remoto della propria (peraltro prodigiosa) memoria taluni spiacevoli episodi della propria
(della blogger)
(il che era evidente, per come era stata formulata la frase)
adolescenza.
anni addietro.
(tipo una ventina)
delledueluna è segretamente innamorata
(se è innamorata, delledueluna lo è sempre segretamente, poiché considera inappropriata la divulgazione dei propri sentimenti che, dunque, sono inesorabilmente destinati a rimanere inespressi, con imbarazzanti -ma più spesso inesistenti- effetti sulla sua vita relazionale)
si diceva.
delledueluna è segretamente innamorata di paolo, un amico di un amico che, agli occhi della blogger (impegnata a forgiare con entusiasmo totalizzante la propria cultura classica)
appare bello come apollo, maestoso come poseidone, profondo come montale, ermetico come ungaretti, sensibile come gozzano, ironico come catullo, rivoluzionario come kant e molto molto altro.
cotanta concentrazione di bellezza e virtù genera nella blogger uno stato di soggezione paralizzante, che rende fisicamente impossibile qualsiasi interazione
(interazione che peraltro delledueluna assolutamente non desidera, ben felice di ammirare l’oggetto dei propri inespressi desideri da lungi).
così, per anni, i due si incrociano qua e là a una festa, alla messa della domenica, al parco senza che paolo si renda conto dell’esistenza della blogger e senza che quest'ultima trovi lo slancio necessario per manifestargli la sua (di lei) presenza sul pianeta.
fino a quando.
delledueluna è invitata a una festa.
si ritrova in strada, una sera, tirata a lucido in un cappottino rosso corallo che nemmeno eleonora duse per uscire a cena col vate, davanti a un portone, in attesa che qualcuno al terzo piano senta finalmente il citofono che sta suonando da quaranta minuti.
in questo mentre, sopraggiunge paolo.
fascinoso come al solito, indossa un giaccone blu e un cappello di lana, tirato fin sulle orecchie.
i due sono l’uno accanto all’altra.
si guardano.
lui forse la riconosce o forse no, ma sorride.
lei lo guarda sopraffatta dall'emozione, ma sorride.
alla fioca luce del lampione, nel freddo della notte invernale, la blogger appare fragile e bellissima.
paolo – hai già suonato?
delledueluna (presa alla sprovvista) - …
paolo – non ho capito se hai già suonato
delledueluna (senza cogliere esattamente il significato della domanda) – smmnns ... ghhhssppi
paolo distoglie lo sguardo dalla giovane e cerca un nome sul citofono.
delledueluna ne fissa i gesti sicuri, senza riuscire a proferire verbo.
poi prende coraggio.
deve rompere il ghiaccio, dirgli qualcosa.
qualcosa di intelligente, di brillante, di simpatico.
qualcosa di indimenticabile che lo stupisca, lo incuriosisca, lo affascini.
ma la mente della blogger è come una landa desertica battuta dallo scirocco e senza nemmeno un agave.
così, con una tecnica che poi affinerà negli anni a venire, improvvisa.
molto, molto lentamente.
paolo…
lungo momento di silenzio.
…come sei …
(sempre più lentamente)
bello!
(delledueluna si stupisce della propria inusitata audacia. paolo assume un’aria vagamente compiaciuta e accenna un ringraziamento.
ma la blogger non ha finito)
con questo
(altro lungo momento di silenzio, a creare un clima di palpabile attesa)
cappello
(delledueluna solleva la mano fino a sfiorare il cappello medesimo.
lo sguardo di paolo esprime meraviglia.
il giovane inclina la testa e socchiude le labbra per dire qualcosa.
ma la blogger non ha finito)
sembri..
(terzo lungo momento di silenzio, durante il quale la mente di delledueluna, già disorientata per la portata dirompente delle proprie (della blogger) esternazioni, è attraversata in ordine alfabetico da tutti i possibili termini di paragone, alla ricerca di quello appropriato)
sembri…
(paolo le sorride, incoraggiante)
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un cavallo.
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le pupille di paolo si dilatano per lo stupore.
quelle di delledueluna anche.
qualcuno esce dal portone; paolo ne approfitta per entrare.
la blogger ne vede la sagoma scura attraversare velocemente l’atrio, verso l'ascensore.
il portone si richiude pesantemente alle sue spalle.
delledueluna resta immobile, sul marciapiede, con il braccio ancora sollevato.
nell'aria gelida aleggia ancora l'eco della frase - intensa, graffiante - partorita dopo anni di silenziosa gestazione.
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nel buio, una poiana -allibita- nitrisce.
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(nella foto, una rara immagine di paolo)