delledueluna adora l'opera lirica.
per la sconfinata sensibilità artistica della blogger nessuna storia è abbastanza improbabile e nessuna conversazione è abbastanza inverosimile, nemmeno se ad un certo punto qualcuno grida "ah, riedi ancora qual eri allora, quando il cor ti diedi allora, ah, riedi a me".
la blogger, dunque, non perde occasione per andare a teatro.
wagner verdi janacek puccini donizzetti o mozart, purché la compagnia sia adeguata, il contesto raffinato e la platea gremita.
la blogger, ovviamente, lo è di suo.
(adeguata ed raffinata.
gremita, molto meno).
domenica sera.
una delledueluna di principesca eleganza entra in uno dei teatri più famosi del mondo per assistere a un prestigioso allestimento della norma.
la maschera le fa strada fino al palco.
la blogger entra e si accomoda.
le luci sfavillano e l'immagine della blogger si riflette in tutto il suo apocalittico splendore nelle gocce di cristallo di trecentomila lampadari.
l'orchestra accorda gli strumenti. la blogger ascolta incantata.
le luci si abbassano, entra il direttore.
lungo applauso.
mentre le note dell'overture si diffondono soavi per l'aere, delledueluna sfila dalla borsetta il suo prezioso binocolo da concerto.
un oggetto d'epoca, di ridottissime dimensioni e tempestato di diamanti, che inspiegabilmente pesa quanto un pasciuto lemure di otto chili.
delledueluna impugna con grazia il minuscolo binocolo e inizia a esaminare gli orchestrali, annuendo, alzando il sopracciglio o scuotendo la testa per palesare compiaciuta approvazione (nel primo caso), distaccata perplessità (nel secondo) e manifesto dissenso (nel terzo).
nel farlo, si sporge leggermente dalla balaustra.
ha individuato un avvenente talentuoso violoncellista e sta cercando di valutarne l'ampiezza delle spalle ma la visuale è coperta da una violinista alta e dalla parte destra di un violista calvo.
la blogger si alza e si sporge ancora un po'.
fino a quando.
rapita dalla visione del musicista, confusa dalla drammaticità della melodia e conturbata dal proprio etereo fascino, che se la callas fosse ancora viva si darebbe da sola della tamarra, la blogger allenta per un attimo la presa.
con la precisione di un missile aria-superficie propulso da uno statoreattore di ultima generazione, il binocolo precipita in platea seminando la morte tra i melomani.
la blogger riprende velocemente la posizione seduta e stringe a sé il libretto tenendo lo sguardo fisso sul palcoscenico, concentrata e aulica che nemmeno casta diva mentre inargenta queste sacre antiche piante.
una poiana si libra in volo dal loggione, atterra ai piedi di adalgisa e le slaccia col becco un calzare.